Francesca Maestrelli: L’anomalia dell’acqua

Guarda l’intervista online con la scrittrice Francesca Maestrelli che presenta il suo libro “L’anomalia dell’acqua” (Porto Seguro, 2020), a CircoloTalk.

Intervista a cura di Giacomo Maria Firrincieli

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A cura di Francesca Maestrelli

Chi non ha ancora letto il romanzo, spesso mi chiede: «Cosa c’entra un esperimento scientifico con la mitologia vichinga?» La domanda è lecita ma, trattandosi di un thriller, la risposta non può essere troppo esaustiva. Il rischio è quello di fare spoiler e rovinare tutto. In ogni caso, ci provo.

Secondo la complessa cosmogonia degli antichi popoli nordici, l’universo si trovava all’ombra di un gigantesco frassino, dal quale si diramavano tre enormi radici che si estendevano attraverso tutti i mondi conosciuti. Presso ogni radice sgorgava una sorgente, ognuna con un suo nome e una particolare proprietà: Mimir, la fonte della conoscenza; Hvergelmir, la fonte della morte; Urd, la fonte della vita. Queste sorgenti e le loro caratteristiche costituiscono una sorta di paradigma per le vicende narrate in questo romanzo, dove tutto ruota intorno all’acqua e alla sua capacità di dare la vita, la morte, la conoscenza/rivelazione e, al contempo, restare in parte ignota. Questo elemento è molto comune sul nostro pianeta, fondamentale per la vita, venerato dalle religioni, ma ancora in parte oscuro. Ad esempio, non è del tutto chiaro come l’acqua si sia originata sulla Terra e perché sia così fondamentale per la nascita della vita. Ho deciso quindi di esplorarla, manipolarla e usare questi peculiari aspetti nella finzione narrativa. Nel romanzo, scienza e mito rappresentano quindi la dicotomia tra il ponderabile e l’imponderabile, tra il noto e l’ignoto.

Durante un esperimento eseguito all’università di Parigi da Rafael Renaud, professore di biochimica, e la protagonista Freya Kristansen, biochimica norvegese ed esperta di miti e leggende vichinghe, viene scoperta una nuova proprietà dell’acqua. Inizialmente acclamata da tutto il mondo accademico, la scoperta viene inspiegabilmente osteggiata da qualcuno che userà ogni mezzo per screditare il professore e svalutare l’esito dell’esperimento. Freya si trova quindi ad affrontare un intrigo internazionale che la coinvolge personalmente, e per cercare di scoprire la verità dovrà attingere sia alle sue conoscenze scientifiche che a quelle mitologiche della tradizione norrena.

Freya Kristansen è una giovane biochimica norvegese che lavora all’università di Parigi, nonché esperta di scrittura runica. Viene segretamente chiamata a collaborare a un esperimento dal professore di biochimica Raphael Renaud, durante il quale scoprono una nuova proprietà dell’acqua, che potrebbe rivelarsi utile per la cura di alcune patologie. Ma qualcuno vuole screditarlo, facendolo passare per un millantatore, e fa ritrovare nel suo studio degli oggetti esoterici, tra cui un testo scritto con caratteri incomprensibili. Freya, aiutata da Renaud e da un eccentrico professore di filologia germanica, si troverà ben presto intrappolata in una fitta tela di complotti che arriverà persino a toccare note dolenti del suo passato. Il romanzo trascina con forza il lettore all’interno di un mistero sempre più impenetrabile, che unisce con intelligenza e sensibilità un realistico caso di scienza e corruzione con le leggende e il misticismo degli antichi nordici.

Francesca Maestrelli è nata a Prato il 27 febbraio 1968. È laureata in Lingue e letterature straniere moderne all’Università di Firenze. Nel 2000 pubblica un racconto di fantascienza nella raccolta di racconti brevi Fantamaschera edito dalla Società Editrice Spettacolo. Dal 2015 è membro della Casa del Cinema a Prato, per la quale organizza rassegne di film e documentari, interviste a registi e scrittori, e presentazioni di libri.

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